Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che deriva dalla trasformazione tumorale dei melanociti, cellule presenti nello strato basale dell’epidermide, produttrici di melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari.

Il melanoma rappresenta il 9% dei tumori giovanili negli uomini ed il 7% nelle donne. In Italia si stimano circa 7.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6.700 tra le donne. L’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni (Dati AIRTUM 2017 – Associazione italiana registri tumori). Piuttosto raro nei bambini, colpisce soprattutto la fascia di età tra 30-50 anni.

Il principale fattore di rischio per il melanoma cutaneo è l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta (UVA e UVB), per mezzo di esposizione solare o artificiale, attraverso l’utilizzo di lampade abbronzanti.

Altri fattori di rischio sono: la presenza di un fototipo chiaro (I e II sec. Fitzpatrick), ossia pelle, occhi e capelli chiari, la presenza di numerosi nei o lentiggini, la familiarità ed una pregressa storia personale di melanoma.
Il segno principale del melanoma cutaneo è il cambiamento nell’aspetto di un neo o la comparsa di uno nuovo.

Le caratteristiche di un neo che possono indicare l’insorgenza di un melanoma sono riassunte nei criteri ABCDE (vedi immagine a seguire).
Un auto-esame periodico della pelle permette in molti casi di identificare cambiamenti dei nei e di rivolgersi tempestivamente ad uno specialista dermotologo, consentendo l’effettuazione di una diagnosi precoce.

importante ricordare che la prognosi può essere molto diversa in base allo spessore della lesione: è ottima per melanomi inferiori a 1 mm e peggiora progressivamente con l’aumentare dello spessore.§

Risultano fondamentali ai fini della prognosi l’effettuazione di una diagnosi precoce, attraverso l’identificazione di un melanoma “sottile” in fase iniziale, oltre all’attuazione di alcune buone norme di prevenzione, quali:
• esporsi al sole in maniera moderata fin dall’età infantile;
• evitare di esporsi nelle ore più calde (10-16);
• proteggersi con filtri fisici (indumenti) e chimici da applicare più volte durante l’esposizione;
• evitare ustioni;
• evitare l’uso di lampade abbronzanti.

È quindi necessario controllare periodicamente l’aspetto dei propri nei, sia consultando uno specialista dermatologo, sia autonomamente guardandosi allo specchio e facendosi guardare da un familiare nei punti non raggiungibili col proprio sguardo.

A cura della
Dott.ssa Federica Giuliani
Specialista in Dermatologia e Venerologia